U.S. Gremiasco - U.S. Arnaboldi 0 - 1

 

Premessa 
Sono domeniche nelle quali l'atmosfera natalizia ammorba l'aria. 
Larghi sorrisoni, virili pacche sulle spalle, cesti colmi di torrone e cacciatorini. 
Domeniche nelle quali si stivano in macchina tutti i familiari -incluso il bambino che vomita ogni due curve- e si parte alla volta di ipermercati e outlet vari, a caccia di regali tanto inutili quanto economici. 
Domeniche nelle quali, sciarpa e berretto, ci si prepara a baciare guance più o meno rugose di parenti che non si fanno vivi da 11 mesi e mezzo. 

La partita 
I ragazzi dell'U.S. Arnaboldi sono persone affabili. 
Gentili, educati e rispettosi delle tradizioni. 
Domenica 13 dicembre, anzichè intabarrarsi ed incunearsi in mercatini e negozi a caccia di strenne, hanno avuto il bel pensiero di accodarsi alla lunga fila di auto che dall'Oltrepò migrava in Val Curone, per la tradizionale visita parenti. 
Questi ragazzi, nonostante il freddo pungente, si sono spinti fino a Gremiasco, forse canticchiando "Gingle Bells", per omaggiare i padroni di casa con i loro più sinceri auguri. 
Anche Diego Toso è una persona affabile. 
Gentile, educato e impeccabile padrone di casa. 
"Non facciamoci riconoscere," ha detto ai suoi ragazzi, "hanno fatto tanta strada, quindi mettiamoli a loro agio." 
Questo è stile. 
Solo un vero Presidente sa quando è il momento di non infierire. Solo un vero Capitano sa, con maestria, mantenere certi equilibri senza gesti plateali. 
E così, in sordina, si è prodigato per far divertire entrambe le compagini con un bel calcio e senza danni per ambo le parti. 
In campo ha lottato, vittorioso, con avversari tignosi ma, soprattutto, con un signore armato di fischietto che, novello Babbo Natale, elargiva a favore degli avversari falli di sguardo ("l'hai guardato male"), falli di starnuto ("potevi attaccargli il raffreddore") e falli di crudeltà ("gli hai portato via il pallone, ci rimane male"). 
Al suo fianco, il Salvatore, con i canini appuntiti e gli artigli scintillanti, scippava palloni e caviglie.
In mezzo, il folletto Fabio Real One saltava avversari come paletti da slalom, la sfera incollata al piede come un ponpon, ad involarsi in discese che ricordano tanto la fiaccolata natalizia di Cortina. 
A difesa del presepe, non una renna ma un Toro. In versione Vero-Cinghiale, si rotolava nella melma e abbrancava palloni da usare per addobbare il suo albero. 
Sulle fasce, la solita Pantegana tarantolata faceva da stella cometa su e giù per il campo, e l'infaticabile Ale, Re Magio pellegrino per tutto il terreno di gioco, irrideva buoi e asinelli avversari. 
Mentre là davanti, Erode Schmitter faceva strage di giovani avversari innocenti, cercando di mantenere l'equilibrio su un terreno che pareva già innevato. 
Nel finale, una meritata passerella per Alessandro "Nisso" Porta, Mister Gianluca "Grinch" Berruti e per Milton "Papà Noel" Sanchez che, oltre ai guantini rosa della figioletta, indossava barba bianca e cuffia rossa appena prima di regalare all'avversario, con tanto di fiocco, la palla dello 0-1.